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Il cammino dei Briganti in tenda: il primo giorno.

Viaggi

1a tappa, da Sante Marie a Villerose

Il Cammino dei Briganti è un percorso tra le montagne al confine di Lazio ed Abruzzo, un cammino appenninico sulle orme dei briganti della Banda di Cartore.

Trovate su zainomaestro.it anche un articolo su come ho preparato lo zaino (28L) per percorrere il cammino dei briganti in tenda.

Come avevo già scritto sul blog in altre occasioni, io sono nata e cresciuta nella marsica ed ho un legame molto intenso con questa terra e queste montagne; il cammino dei briganti passa a meno di 10 km da casa mia e per questo lo avevo percorso per la prima volta a pochi mesi dalla sua nascita, quando ancora non era segnato ed erano pochissime le strutture che accoglievano i camminatori.

Foto random di me ed un tenero cagnolino conosciuto alle pendici del Monte Velino

Successivamente, negli anni, ho percorso i sentieri che compongono le singole tappe in diverse occasioni, in particolare la zona delle Montagne della Duchessa e del Monte Velino.

Queste vette sono il panorama che cerco quando torno, il punto di riferimento che mi fa dire la parola casa quando appare, inconfondibile, dal finestrino in autostrada.

Oggi le cose sul cammino dei briganti sono migliorate tantissimo, la segnaletica è abbondante ed i sentieri ben tenuti.

https://www.instagram.com/p/CDV7bfynsBf

Certo, si ha sempre la sensazione di essere nel pieno di un’avventura, i luoghi sono rimasti autentici così come le persone che li vivono, ma io ne sono felice perchè è proprio questo lo spirito che cerco quando viaggio.

Il cammino dei briganti è ad anello, parte e arriva a Sante Marie (AQ), dove nell’ufficio del comune si ritira il salvacondotto e l’attestato. Per tutte le informazioni logistiche vi rimando al sito ufficiale, che risulta ben fatto e ricco consigli pratici.

Per ulteriori approfondimenti trovate in edicola il numero di Meridiani-Cammini di luglio 2020 (8,50 euro) che contiene in allegato anche una cartina dettagliata, con le singole tappe e l’altimetria di ciascuna di esse.

Copertina del numero di Meridiani che parla del cammino dei briganti
Meridiani – Cammini di luglio 2020 – cammino dei briganti

La rivista presenta molti articoli interessanti, in particolare l’editoriale di Walter Mariotti, “Alla scoperta di un’Italia clandestina”, merita di essere letto: secondo me centra perfettamente lo spirito del cammino ed in particolare quello dei briganti che, senza cadere nella trappola del revisionismo storico, erano considerati partigiani nella memoria del territorio, chiamati ad abbracciare armi e vita clandestina “per difendere le comunità dall’invadenza (prima ancora che dall’invasione) dei dominatori piemontesi”.

Il primo tratto del percorso

1° giorno Sante Marie (850 m) a Santo Stefano (1.050 m)
(5,6 km). Dislivelli: in salita 380 m – discesa  160 m

2° giorno Santo Stefano (1.050 m) – Valdevarri (1.020 m) – Poggiovalle –  Nesce (850 m)
(13,9 km). Dislivelli: salita 400 m, discesa: 625 m

Queste sono le prime tappe ufficiali del cammino, che noi però abbiamo deciso di accorpare e modificare parzialmente nell’ultimo tratto, disobbedendo esplicitamente ai consigli della guida ufficiale (che riporto di seguito):

È possibile accorpare due tappe?: abbiamo costruito un percorso con tappe di lunghezza ideale per godersi il cammino. Sembra che il chilometraggio sia poco, se confrontato con cammini su terreni facili (Santiago, Francigena). Ma attenzione a non sottovalutarle, accorpando due tappe, perché i chilometri non spiegano bene la difficoltà. E poi, accorpando due tappe, perdereste la bellezza dei passi lenti e del fermarsi nei paesi a parlare con gli abitanti del posto, godendovi l’avventura senza fretta.

Allora perchè lo abbiamo fatto? Semplicemente perchè, conoscendo relativamente bene il territorio e la distanza (minima) tra Poggiovalle e Villerose abbiamo preferito evitare il passaggio a Nesce.

C’è da dire che abbiamo potuto farlo perchè dormendo in tenda non avevamo bisogno di un trovare un punto di ristoro per la notte, mentre chi pernotta nei B&B è obbligato a questo passaggio. Infatti nè a Villerose nè a Poggivalle ci sono strutture per accogliere i camminatori, Nesce è l’unico paese in cui si può dormire.

Video della prima tappa sul cammino dei briganti

Come è andata la nostra prima tappa sul Cammino dei Briganti?

Siamo partiti da Sante Marie verso le 10 del mattino, dopo aver ritirato il salvacondotto ed essere usciti male alla foto di rito.

cammino dei briganti, sante marie
Foto pre-partenza per il cammino dei briganti

I primi km si fanno tranquillamente, c’è una bella discesa da Sante Marie verso valle ed una successiva salita verso Santo Stefano; niente di impegnativo, l’unico fattore a nostro sfavore è stato il caldo. Il sentiero è scoperto per lunghi tratti ed il sole di agosto si fa sentire.

Arrivati a Santo Stefano per ora di pranzo, abbiamo mangiato in un piccolo garage attrezzato con qualche tavolo, messo a disposizione dal gestore del bar. Noi avevamo nello zaino il cibo necessario (dormendo in tenda eravamo dotati anche di gavetta e fornello da campeggio) ed effettivamente abbiamo fatto bene, perchè lungo il cammino, soprattutto i primi giorni, abbiamo incontrato pochissimi bar e zero negozi d’alimentari.

Dopo la pausa ci siamo diretti a passo lento verso Valdevarri, dove siamo arrivati verso le 4 del pomeriggio. Qui abbiamo conosciuto altri ragazzi in cammino e ne abbiamo approfittato per un caffè (usando il fornello da campeggio, qui non ci sono bar).

Teoricamente avevamo programmato di concludere a Valdevarri il nostro primo giorno di cammino, ma l’aria che lentamente si stava rinfrescando dopo le 5 del pomeriggio e la consapevolezza della bella salita che ci aspettava dopo Valdevarri ci hanno spinto a camminare ancora un pò.

Svalichiamo il monte di Val de Varri ed entriamo nella Valle del Salto, che deve il suo nome alla presenza del bacino idrografico del fiume Salto. Sulla cima del monte di Val de Varri si trova uno dei confini più longevi della storia d’Italia, che oggi divide Lazio ed Abruzzo e fino al 1861 divideva lo Stato Pontificio dal Regno di Napoli.

La Valle del Salto appartenne per secoli a quest’ultimo, inquadrato all’interno della provincia dell’Abruzzo Ulteriore Secondo con capoluogo L’Aquila. In seguito al riordino amministrativo voluto dal regime fascista, nel 1927 il territorio della valle del Salto venne sottratto dagli Abruzzi ed assegnato alla neo-costituita Provincia di Rieti, alla quale appartiene tuttora.

Comunque, la popolazione nel Cicolano continua a sentirsi molto più abruzzese che laziale, aspetto di cui ci si renderà conto anche ascoltando il dialetto e l’accento delle persone che incontrerete lungo la strada.

Arrivati a Poggiovalle ormai al calar del sole ci fermiamo a chiacchierare con una simpatica signora e tra un racconto e l’altro non ci rendiamo conto che si stava facendo buio.

Decidiamo, quindi, di fare la nostra prima deviazione sul cammino e sistemare la tenda su uno dei campi lungo la strada tra Poggiovalle e Villerose, proprio dietro il fiume Salto; Di conseguenza evitiamo il passaggio per Nesce, dirigendoci direttamente a fondovalle seguendo una strada asfaltata.

Tenete in considerazione che nè a Poggiovalle nè a Villerose troverete dei bar, perciò organizzatevi di conseguenza.

In rosso il percorso ufficiale del cammino dei briganti, in verde il punto in cui noi abbiamo deviato, tra Poggiovalle e Villerose.

Camminando a valle troviamo una piccola radura, un campo incolto dove decidiamo di fermarci a riposare per la notte.

Siamo stanchi, abbiamo camminato molto più di quanto avessimo previsto, ma soprattutto abbiamo una fame da lupi!

Cuciniamo godendoci le ultime luci del giorno, osservando il sole che lentamente si nasconde sfumando i margini di sentieri e boschi.

Alle 21:00 siamo già in tenda… quando si dice “andare a dormire con le galline”!

Ma la giornata, nostro malgrado, non è finita.

La visita, non proprio gradita, di un cinghiale in piena notte ha disturbato i nostro sonno da re… e nonostante la consapevolezza che i cinghiali siano animali fifoni, che non attaccano l’uomo, ma piuttosto scappano il più lontano possibile, i fifoni siamo stati noi, che siamo rimasti con l’ansietta che tornasse per tutta la notte.

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